Pubblichiamo con grande onore questo articolo scritto da Samuele Violante. Samuele è un ragazzo forse ai più sconosciuto; è un cantante, scrittore, poeta, amministratore Web di Jovaitalia e speaker di Incubusitalia Radio. Un giorno, forse quasi per gioco, si è proposto per comporre quella che poi è diventata la sigla del programma “Roxy Bar”. L’ultima puntata della trasmissione è venuto in studio per cantarla live e per proporre un brano dal suo nuovo disco “I suoni del Mondo”. Dopo essere tornato a casa ha scritto questo articolo che ci ha fatto tanto piacere ricevere. Grazie.

IL ROXY BAR DI SAMUELE VIOLANTE

Volete davvero sapere cos’è il RoxyBar di Red Ronnie? Volete sapere cosa si prova quando ci si trova nel RoxyBar? Bene. Dimenticate tutto quello che avete visto sul web, dimenticate le dirette, gli ospiti speciali e i momenti di grande musica di Fausto Mesolella e Alex Britti. Il RoxyBar dal vivo non è niente di tutto quel che passa dal vostro 15 pollici, il RoxyBar visto dal RoxyBar è proprio un’ altra cosa!

bal_3524L’ avventura inizia durante la ricerca del RoxyBar perché, signori, cercare un blocco industriale nel paese più anonimo della pianura padana non è che sia facile, nessun punto di riferimento, nessuna stella cometa ad indicare il cammino. Specie per chi, come me, vive a Palermo, circondato da mari e monti, è un casino. Trovare gli studi del RoxyBar è un traguardo ambito, una conquista per l’ artista più affermato!
Erano due ore che giravo attorno Castel Maggiore, smetto di cercare alla cieca, acchiappo il cellulare e consulto l’ email di Luna con le indicazioni per raggiungere gli studi televisivi. Arrivo all’ ingresso di Centergross, di fronte a me un odioso camion nel quale, ai fianchi del rimorchio, era scritto “PANINI E BIBITE”; era davanti il mio parabrezza da un po’ e non sapevo nemmeno dove stessi andando tanto ostruiva la visuale. Arrivato alla portineria dell’ agglomerato industriale abbasso il finestrino: “Salve, per il RoxyBar?” (con il mio strascicato accento siciliano), “Buonasera, guardi, blocco 38bis a destra, segua il camion, sta andando proprio là”…
Arrivai nel famoso vicoletto, tante volte ripreso durante i backstage di Red, la mia emozione alle stelle quando vidi il gazebo bianco di fronte l’ ingresso a vetri e telaio bianco con scritto RoxyBar. “Minchia sono arrivato, ecco lo studio…è proprio lui, lì dentro c’ è Red, Luna e Jessica… sono a pochissimi metri da loro!”.

bal_4165L’ingresso per gli artisti è una portineria con due postazioni reception, una a destra ed una a sinistra. Ricevetti la prima accoglienza da parte di una luce fioca, di quelle che stanno dentro le sale da thè; pareti strapiene di foto, dischi, autografi e lettere, tutta roba lasciata dagli artisti che hanno messo piede in quel tempio. Luna si trovava nella postazione di destra… un sorriso che ha alzato la mia temperatura corporea di 10°, sono riuscito a dire solamente “Ciao, Samuele Violante, eccomi qui…” (imbarazzato da morire). Mi ha chiesto come fosse andato il viaggio, come mi sentivo: di una gentilezza che avrei voluto abbracciarla subito. Dopo avermi fatto firmare le liberatorie per le video-riprese durante la trasmissione, mi ha consegnato un adesivo da mettere sulla camicia con scritto “RoxyBar ARTIST Violante” e mi ha indicato la strada per i camerini. Per arrivare ai camerini si sale una scala a chiocciola apparentemente infinita che porta al primo piano, composto di una saletta di ristoro ed un corridoio che costeggia un blocco di camerini situati al centro del piano e quelli sul perimetro. Il mio camerino era il n.8, lo trovai dopo il secondo angolo a destra, alla porta c’era una targhetta con scritto “SAMUELE VIOLANTE/GIANNI FANTONI”… ho pensato: “Ma chi doveva immaginare che un giorno avrei condiviso il camerino con Gianni Fantoni!?”. Entro e ripongo le mie cose, tutto ben organizzato: un divano rosso, uno specchio pulitissimo, un appendi giacche e una bottiglietta d’ acqua con dei bicchieri sul ripiano blu sotto lo specchio. Gianni non era ancora arrivato. Bevo un bicchiere d’acqua, e guardo lo specchio: ero perfettamente spettinato ma fortunatamente non riuscivo a vedere il mio riflesso, non credevo di essere là. Mi cambio di abiti e non appena apro la porta trovo Luna che gentilmente mi chiede di scendere per il mio soundcheck. Scesi la traballante scala a chiocchiola, attraversai la porta che conduce alla portineria e lì incontrai per la mia prima volta Gabriele Ansaloni a.k.a Mr. Red Ronnie in persona.
Emozionato e tremante come una foglia mi avviccino. Red Ronnie è un uomo alto almeno 1.80, di corporatura robusta e imponente, mi diede la mano che strinse fortissimo e poi un forte abbraccio, la temperatura si alzò di altri 10°. Era lui, era Red Ronnie, quel conduttore televisivo con gli occhiali che vedevo sempre in tv quando ero piccolo, ero lì con lui, eravamo io e lui… Samuele Violante e Red Ronnie. Ma non stavo pensando a tutto questo perché non c’ era tempo da perdere.

bal_4172Mi accompagnò dentro lo storico studio del RoxyBar, le sculture luminose di Lodola già accese, mi guardavo attorno…”e così questo è lo studio del RoxyBar? È immenso” pensai. Dalla tv, dal pc e dai tablet sembra uno studietto di pochi metri quadrati e, sopratutto, non così luminoso. Non è una luce che disturba, sembra quasi progettata per donare a tutto quel che si trova lì dentro, una luce propria.
Dentro il RoxyBar siamo tutti delle sculture luminose.
“E allora…?” mi chiede Red sorridente, “Ti piace? È bello qui eh!?”; continuavo a guardarmi intorno esclamando dei banalissimi “bellissimo…!”, la mia salivazione funzionava malissimo. Abbiamo raggiunto il divano rosso posto al centro dello studio poprio accanto al tavolo nero sul quale sonnecchiavano un po’ di vinili, compact disc, un bel Technics 1210 nero con le rifiniture in oro, il suo macbook e una cinepresa…tutto come si vede dal web, la differenza stava solo nel fatto che non ero seduto al pc, io ero là e Red aveva appena acchiappato la sua cinepresa per riprendermi. E pensare che quell’uomo, quel posto… da là c’erano passati Robert Plant, Mick Jagger, Pavarotti, Morandi: artisti. E proprio in quell’istante c’ero io, Samuele Violante, un ragazzo di 24 anni che fa musica dentro il suo armadio. Mi chiese considerazioni sul posto, domande sul viaggio e su come mi sentivo, nel frattempo mi riprendeva… le telecamere per me sono una tortura, ma stranamente non ero per niente a disagio, avevo solo la salivazione ormai mode-off, ma stavo bene.

Dopo sono andato sul palco per le prove, dove mi accolse lo staff di Officine delle Muse che mi ha trattato come se fossi un vero artista, qualcuno pensava all’ accordatura della chitarra, qualcun’altro al microfono, mi hanno chiesto se avrei preferito un’asta o una giraffa, come andavano i volumi in spia…

Dopo il soundcheck sono stato tra i camerini e lo studio, facevo su e giù, avanti e indietro. Il posto cominciava a riempirsi di ragazzi con strumenti in spalla, alcuni del pubblico già seduti… sono timido, non parlavo con nessuno, dei “vicini di camerino” ero sicuro che pensassero “ma chi è questo qui? Perché ha un camerino? Che deve fare?”. Ansia… parecchia ansia e agitazione per quella che da lì a poche ore sarebbe stata la mia prima apparizione ufficiale nel mondo della musica…almeno per me, perché, parliamoci chiaro, credo che nessuno di noi sappia cos’ è la musica, nemmeno l’artista più accreditato, se non passa almeno una volta dal RoxyBar di Red Ronnie. Quello per me è il Santuario della Musica, ed io ero là, io avrei cantato al RoxyBar e mancava molto poco, pochi minuti, pochi secondi… “Samu vai sul palco”, la sorridentissima Luna mi chiese di aprire il programma con la sigla.

Il palco…
Non era come nelle prove: dietro il microfono questa volta c’era il pubblico, un pubblico sorridente, e desideroso di ASCOLTARE.
Prima dell’apertura, mentre mi trovavo già sul palco entrò Red in studio per raccomandare le solite norme riguardanti i flash delle macchine fotografiche e le connessioni internet dei cellulari, subito dopo disse: “Siate curiosi della musica che ascolteremo stasera e divertitevi!”.
Sigla e toccò a me.
Tutta l’ agitazione, tutta quell’ansia da prestazione accumulata in fondo allo stomaco da settimane, si era dissolta al mio primo ritornelo “Red Ronnieeeee, su RoxyBaar Tv, ventiquattr’ore su ventiquattro”. In quel momento non pensavo a nulla, completamente a nulla, non vedevo telecamere, non ricordavo come mi chiamo e di essere a circa 800 km da casa, non ricordavo che in studio fosse presente mia sorella e i miei cugini. Ricordo di avere enfatizzato la parte finale della strofa rap, quella in cui dico “Amore, condivisione, questo è RoxyBar!”. Ci tenevo a sottolineare quel concetto. La sigla era andata e Red era già sul palco col microfono a chiedere un po’ di curiosità. Impacciato e di nuovo in preda all’ agitazione ricordai che c’erano più di tre telecamere a riprendermi, chiesi dell’ acqua, molto di quello che risposi a Red, durante le domande sul palco, ha fatto ridere tutti in studio, ed io mi sentivo cretino, cretino da morire.

bal_3525La trasmissione vista al RoxyBar è diversa, nonostante Red sia il conduttore, l’atmosfera non è gerarchica, non c’è un protagonista, non ci sono riflettori puntati su qualcuno o qualcosa. Chiunque al RoxyBar è protagonista, che sia un artista, al RoxyBar si è artisti, spettatori e tecnici.
Dopo il mio numero, le presentazioni di OrglioNerd in una simpaticissima versione GostBusters, Matteo Brancaleoni col suo gruppo ad eseguire delle Jazz version di “Have Yourself” e “Natale Se Vuoi”. La grande musica di Marco Ferrandini e poi su skype i collegamenti con Cesare Cremonini, Marco Lodola, Enzo Iacchetti e Ron.
Un Video di Fausto Mesolella con una dedica natalizia da parte del suo amore tra lui e la sua insanguinata.
In studio l’atmosfera è pazzesca. Non è come una lezione universitaria, non è come una conferenza, una riunione, una messa: AL ROXY BAR L’ ATTENZIONE NON CALA MAI! Red Ronnie inizialmente chiede di essere curiosi, ma è una raccomandazione quasi inutile perché dentro quel tempio di musica e amore, la curiosità la danno in omaggio già all’ingresso. C’era amore, calore.
I Grandissimi Bengi&SuperSoul e i Pepe Lopez che hanno portato tantissima allegria. Il tutto intervallato dagli interventi di un simpaticissimo Gianni Fantoni in smoking.
Il trofeo RoxyBar vinto dai Desmond che hanno portato a casa una scultura luminosa del maestro Lodola con scritto “Trofeo RoxyBar”.
Io stavo seduto sul piccolo palco sotto la scultura luminosa All You Need is Love, dal quale ho goduto dal vivo di mostri sacri della serata come Daniele Ronda, Folco Orselli… ed inoltre, ho ammirato da vicino la creazione pittorica della pittrice Diana Avgusta Stauer. C’era arte, musica… gentilezza!
Durante la trasmissione ricevevo sorrisi e cenni di stima da parte dei molti lì presenti. Qualcuno mi faceva l’occhiolino, qualcuno mi dava pacche sulle spalle al passaggio, e non perché io fossi la sigla, semplicemente perché questo è lo spirito del RoxyBar.

bal_4171Quando è finita la trasmissione molti hanno fatto tanti complimenti sulla mia spontaneità e bravura, cose che io non avevo assolutamente notato. Ho chiesto una foto a Red che mi ha stretto e mi ha abbracciato, e un abbraccio di Red è qualcosa di indescrivibile, un sincero mix di musica, amore, arte… tutto là dentro, dentro un abbraccio. Vi consiglio di chiedere un abbraccio a Red quando siete là. Dopo la foto con Gianni Fantoni e i complimenti sparsi che ricevevo di qua e di là, sono andato nei camerini, a recuperare la mia roba, ho incontrato il cantante dei Desmond al quale ho chiesto una foto, con il quale ho avuto uno scambio di idee e complimenti sulla musica, ci siamo promessi di tenerci in contatto ed ha anche comprato il mio disco… ero senza parole… i Desmond, il gruppo che avevo seguito per tutta la nona edizione di questo RoxyBar, lì con me e parlare della serata.
Non ero più timido, il RoxyBar mi aveva cambiato, salutavo chiunque, ero felice di trovarmi là, triste al pensiero che da lì a poco sarei andato via. Dopo una serata al RoxyBar (non davanti al pc a guardarlo sul sito, ma proprio là, negli studi televisivi del RoxyBar), l’amore, l’ottimismo e l’allegria s’impadroniscono dei tuoi modi di fare, RoxyBar diventa uno stile di vita. Dentro il mio camerino incontrai Fantoni con Matteo Brancaleoni, chiesi una foto a Matteo Brancaleoni che mi si è complimentato per tutto e che ricambiai. Matteo Brancaleoni è un uomo pieno di classe, portare su un palco tante classe è difficile.

Portai via tutti i miei averi ed uscii fuori, non faccio in tempo a salutare le dolcissime Luna e Roberta che già mi trovavo in macchina sulla strada di ritorno per casa.
Quando sono salito sull’aereo e vidi Bologna allontanarsi dietro il finestrino, sussurrai “Ciao Red, ciao RoxyBar…”

Non so, forse è difficile da credere, ma il RoxyBar non è uno studio televisivo, non è una trasmissione televisiva/web, RoxyBar è un’ESPERIENZA che auguro a tutti quanti di poter vivere almeno una volta nella vita.
Red Ronnie sta costruendo qualcosa, qualcosa di gigantesco le cui fondamenta d’amore e condivisione affondano su una massiccia base di coraggio…
Io ho deciso di farne parte, di fare qualcosa, non so come, non so dove, ma l’illuminazione non l’ho avuto sul palco, nemmeno la trovai nei riconoscimenti della gente… non sono stati i sorrisi di Luna o di Roberta. L’illuminazione l’ho ricevuta nel mio primo abbraccio con Red Ronnie.

di Samuele Violante

18 dicembre 2013

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