Barone Rosso puntata del 21 ottobre 2019

Ospiti in studio: SAGI REI, PAOLO JANNACCI, IRENE LOCHE, DIEGO CUSANO

Lunedì 21 ottobre 2019 è andata in onda la 5ª puntata della nuova stagione del Barone Rosso, il consueto appuntamento settimanale alla scoperta della buona musica e dell’arte.
Anche questo volo è stato condotto da Red Ronnie e ha dato spazio ad artisti e storie che meritavano di essere conosciuti.

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È difficile parlare e comunicare notizie con un “folletto con la faccia da matto” (cit.) che si affaccia da dietro le quinte. Eppure è quello che è successo a Red Ronnie all’inizio di questa quinta puntata del Barone Rosso. Il folletto in questione è PAOLO JANNACCI, geniale musicista e degno figlio di suo padre Enzo. Trovando impossibile resistergli, Red si arrende e lo invita subito sul divano accanto a lui. La puntata si preannuncia interessante. Intanto notiamo che lo studio è colorato da un’opera in più: un maestoso Bruce Springsteen. Il suo creatore, Marco Lodola, doveva essere presente in puntata, ma da “novello Godot” si fa attendere e anche questa volta lascia che sia solo la sua arte a illuminare e caratterizzare lo spazio libero del Barone Rosso.
Il primo disco da autore e interprete di Paolo Jannacci, “Canterò”, è uscito da pochi giorni e Red ne mostra il vinile. Osservando la foto di copertina e confrontandola con le immagini sui dischi di Enzo Jannacci gelosamente conservati da Red, non si può non notare l’impressionante somiglianza che padre e figlio hanno. Il genio è un pezzo unico. Il miracolo di solito non si ripete al passaggio di generazione. Eppure Paolo ha iniziato a “giocare” con la musica a quattro anni, a diciassette ha deciso che quello sarebbe stato il suo mestiere, con la naturalezza di chi sa da sempre di aver trovato la propria strada.
Red mostra la sequenza iniziale del video di “Canterò” e, con un abile stacco di telecamera, l’istante dopo vediamo Paolo seduto al piano che, con maestria e un perfetto mix di ironia e poesia, esegue la title track del suo album.
A memoria dei suoi inizi come arrangiatore e pianista jazz, regala poi al pubblico una versione jazzata di “Over the Rainbow”. Jannacci jr. interagendo amabilmente con gli spettatori, ricorda il padre, maestro di rispetto per sé stesso e per gli altri.
Parlandone, viene quindi spontaneo eseguire un suo brano, ed è la volta di “L’Armando”, splendido esempio di teatro-canzone. È palese per chi guarda che solo il figlio riesca ad interpretare con gli accenti e le metriche tipiche del padre: è una sorta di linguaggio segreto ereditato da lui, perché vissuto.
“Pronto, c’è il Poeta? Sono il Genio”: ecco poi aneddoti sul rapporto di amicizia e stima tra Enzo Jannacci e Paolo Conte, suggellati da una sognante interpretazione di “Parigi”.
Red mostra il finale di una puntata di Yesterday andata in onda su Rete4 nel 2002 in cui Enzo eseguiva “Cesare”, accompagnato da Paolo al piano. Dati i fuori programma e le improvvisazioni del primo, il brano durò dodici minuti, anziché quattro, cosicché furono tagliati e rimasero inediti gli altri grandi momenti che seguirono. Red però annuncia che da questa settimana saranno disponibili su www.redronnie.tv, insieme ad altri contenuti speciali legati al “duo Jannacci”.
Paolo, infine, saluta il pubblico con alcuni brani del repertorio del padre, come “Sfiorisci bel fiore” e “Messico e nuvole”, alternati a due suoi brani: “Alla ricerca di qualcosa”, eseguita al piano, e “Troppo vintage”, a cui ha partecipato anche J-Ax, e che Red fa ascoltare in vinile sul sempre spettacolare giradischi a levitazione Mag-Lev.

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Viene poi il momento di conoscere meglio il secondo ospite della serata: SAGI REI. E’ nato in Israele, ma da moltissimi anni vive in Italia. Ha raggiunto il successo con il rifacimento di brani dance in versione acustica, come la celeberrima “I’ll Fly With You”, con cui apre il suo momento live. Però da pochi giorni è uscito il suo primo album di inediti: “Original Songs”, dieci canzoni scritte a quattro mani con la moglie Helena, che anche stasera lo accompagna al pianoforte.
Da questo nuovo lavoro fanno ascoltare “Back Home”, che parla di un ritorno a casa figurato, in un posto del cuore in cui ci sentiamo al riparo dalle fatiche del quotidiano.
Red si informa anche su com’è nata la loro storia d’amore e suggerisce a Sagi di dare più spazio ad Helena nel loro progetto artistico.
Si torna subito a far parlare la musica e il duo esegue “Human Nature” di Michael Jackson. Poi è la volta di “Where Do We Go By Now”, un altro brano tratto da “Original Songs”, che sottolinea come tutti gli esseri viventi siano collegati tra loro e il fatto che stiamo perdendo la gentilezza. E’ incredibile come questi loro brani, seppur ascoltati per la prima volta, sembrino già dei classici.
Dopo la cover “Shallow”, tratta dal film “A Star is Born”, Sagi ed Helena terminano la loro performance con “A Brighter Day”, sempre dal loro nuovo album.

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Poiché il Barone Rosso dà spazio non solo alla musica, ma all’Arte in ogni sua espressione, stasera Red Ronnie ospita anche l’artista DIEGO CUSANO.
Sua tecnica caratteristica è quella di combinare i suoi disegni con oggetti reali, creando opere originalissime.
Visto che la parola “artista” attualmente è molto inflazionata, lui si auto definisce “ricercatore di fantasia”, perché ogni giorno cerca nuove idee da sviluppare. Diego non si pone l’obiettivo di vendere le sue opere, anzi, crea tutti pezzi unici che fotografa e poi distrugge.
Ha collaborato con brand internazionali, tra cui Mielizia e Diesel ed è un’eccezione nel mondo degli influencer, perché è davvero dotato di grande creatività. Red mostra su schermo alcune sue opere e gli rinnova l’invito a tornare.

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La Sardegna è molto più blues di quel che pensassimo e ce lo dimostra IRENE LOCHE. nell’ultima parte della trasmissione. Red l’ha conosciuta a Sedilo, alla manifestazione Ichnos. E’ cresciuta in una famiglia in cui si respirava musica, ha ascoltato tanto folk e soul music americana. Da qualche anno va a Los Angeles in occasione di un’expo a tema musicale, lì si è fatta conoscere da vari esperti del settore, diventando anche endorser di una casa di amplificatori e di un brand di chitarre.
Dal suo primo lavoro, “Garden Of Lotus”, fa ascoltare “Mine”, composta in collaborazione con Gian Luca Canu, che ha scritto i testi. Questo brano parla di identità, dell’unicità della persona e dell’essere sé stessi.
Riceve sempre molta soddisfazione live, dall’incontro col pubblico e da anni si esibisce anche all’estero. Infatti, già prima di intraprendere la carriera solista nel 2010, faceva parte di un trio blues, che ha calcato i palchi di tanti festival internazionali. Però stasera è al suo debutto in tv.
Esegue “Just in Time to See the Dawn”, sempre opera di Gian Luca Canu, “Love Could Be Fast (Ten Minutes Late), scritto perché si è accorta tardi di quanto tenesse ad una persona. Poi “Falling Down”, che aveva dedicato al ragazzo che ha ora accanto, già prima di conoscerlo, perché senza saperlo, aveva esattamente raccontato quel che lui stava vivendo. Parla della situazione in cui pur non avendo terreno fermo sotto i piedi, si ha voglia di riscatto, di libertà e felicità.
Infine chiude con “Orange Motel”, che descrive le difficoltà di fare l’artista rimanendo spesso lontani da chi si ama.
Termina così anche questa puntata in cui non si è litigato, di cui non parleranno i giornali, ma che rimarrà indelebile nel cuore di chi l’ha seguita, perché si è fatta buona musica e si è stati bene insieme.

 

Articolo di Luisa Marchiaro

È possibile vedere il video completo di questa puntata del Barone Rosso su Red Ronnie Tv.

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