Barone Rosso puntata del 30 settembre 2019

Ospiti in studio: ENZO GRAGNANIELLO, ANTONELLA LO COCO, I LEGNO

Lunedì 30 settembre 2019 è andata in onda la 2a puntata di questa nuova stagione del Barone Rosso, il consueto appuntamento settimanale all’insegna della buona musica e dei racconti in libertà.
Come sempre a condurci in questo viaggio nella cultura e nell’arte c’è RED RONNIE e anche questa serata ha avuto per protagonisti ospiti attesi e noti, così come novità musicali.

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Dopo la sigla, come uscito magicamente da quelle immagini iniziali, è già pronto sul palco l’artista sciamano, un vero possessore del “filo d’oro” dell’arte: ENZO GRAGNANIELLO.
Accompagnato dai suoi musicisti Erasmo Petringa e Piero Gallo, apre la serata con il brano “Uocchie ca m’’e guardate”.
Chi possiede il “filo d’oro” non si cura più dell’involucro, è in sintonia con altezze forse sacre, sa comunicare ed emozionare.
E’ da poco uscito un suo album, “Lo chiamavano vient’’e terra”, ma Enzo non si preoccupa di sapere se le radio lo passeranno o meno: dietro c’è un racconto, comunica magia e a lui questo basta.
Red Ronnie riesce a far eseguire ad Enzo Gragnaniello ben dodici sue canzoni, cosa impensabile in qualsiasi altra trasmissione con tempi più stetti e meno libertà.
E’ un piacere sentire il Maestro Gragnaniello raccontare i suoi brani, mescolati con aneddoti di vita.
“‘A delinquenza” è un vero e proprio trattato filosofico, scritto non per condannare, ma per comprendere e riconoscere quella larva che nasce per paura e si annida in ciascuno di noi. Si cura con la gentilezza, la fratellanza, l’emozione, la bellezza.
Poi è la volta di un classico: “Vasame”, riportato in nuova luce dal regista Ferzan Ozpetek, che l’ha fatto interpretare da Arisa nel suo film “Napoli velata”.
Su richiesta di un telespettatore e poi di Red, “Donna” viene cantata in duetto con Antonella Lo Coco, altra ospite del programma. In questo brano viene fuori tutta la sensibilità di Enzo, la sua parte femminile, oltre al suo grande affetto per Mia Martini. Gragnaniello ha collaborato con la grande artista in diversi album e il suo ricordo di Mimì, bellissima e solare, pervade lo studio.
Da “vero poeta che con tre parole dice concetti universali”, il Maestro ci delizia con i suoi aforismi per introdurre il romanticismo di “Si tu me cunusciss’” e “Indifferentemente”.
Red Ronnie, invece, richiede una canzone di cui ama profondamente il testo: “‘Stu’ criato”. Due accordi presi dal giro armonico della “Tarantella del Gargano” in questo brano sono diventati, grazie ad Enzo, una magnifica canzone d’autore.
Sul divano Red fa poi raccontare al suo amico artista “Lo chiamavano vient’ ‘e terra”, la canzone che dà il titolo al suo nuovo album. Gragnaniello narra della sua infanzia nei vicoli di Napoli e della sua giovinezza vissuta in strada a Milano. La foto di copertina di Guido Harari illustra perfettamente i racconti autobiografici contenuti nel disco.
“Cammina cammina” è poi un omaggio a Pino Daniele, compagno di scuola e poi di musica. Segue “Passione” e poi un gran finale con tre canzoni consecutive: “L’erba cattiva”, “Misteriosamente” e “Cu’ mme”.
Aver potuto assistere a questa serata con ospite Enzo Gragnaniello è stato un grande privilegio. Tutte le sue canzoni sono dei classici fin dal primo ascolto, arrivano al cuore anche quando non comprendi tutte le parole, e la sua arte, com’è suo desiderio, parla persino agli atomi più piccoli che compongono l’essere umano.

Nel cambio palco tra Enzo Gragnaniello e gli ospiti successivi, arriva sul divano Diego Pagani, apicoltore da più di vent’anni e presidente di Conapi. Mielizia, essendo partner del Barone Rosso, permette di realizzare queste serate splendide, con questa musica meravigliosa. Ma dalle parole di Diego, è facile comprendere che il lavoro degli apicoltori è importante più di quanto si immagini: essere “beekeepers”, come si dice in inglese, “guardiani delle api”, li fa divenire anche custodi della biodiversità. Le api, infatti, si occupano di impollinare 350.000 specie vegetali, mentre l’uomo per nutrirsi ne coltiva circa cento. Se non ci fossero gli insetti impollinatori, si estinguerebbero tutti questi vegetali e l’habitat di altrettanti animali e insetti. Inoltre, gli apicoltori e le aziende che producono prodotti biologici, come Mielizia, col loro operato cercano di diffondere un modello agricolo che pensi al futuro e non destinato all’autodistruzione come quello attuale.

Poi Red si sposta nella postazione live, dove è già pronta ANTONELLA LO COCO. Lei, chitarra e voce, accompagnata al violino da Alessandro Cosentino, sceglie come primo brano da regalare al pubblico,“Felici in due”. Questa canzone racconta in modo sincero e spontaneo l’amore che la lega alla sua “morosa” e ora moglie, Elisa. Chi ama una persona del suo stesso sesso purtroppo non ha ancora vita facile e la naturalezza con cui loro due vivono il loro rapporto sta dando speranza a molti. Aveva colpito parecchio l’intervista che improvvisò qualche mese fa Red al casello autostradale di Carpi: più dell’arrivo di Antonella in moto e della presenza di Elisa, avevano lasciato il segno le parole di Felicia, la mamma di Antonella. Il suo appello a tutti i genitori ad accettare e proteggere i propri figli, qualunque siano i loro percorsi di vita, aveva ricordato delle verità fondamentali, che nessun pregiudizio può negare. Red fa rivedere l’estratto di quel reportage e poi invita Antonella ad eseguire un brano molto complesso, che lui stesso le ha fatto conoscere: “Incubo n. 4” di Caterina Caselli. Antonella riceve un bacio d’incoraggiamento da Elisa e poi affronta sul palco questo capolavoro, scritto nel 1967, ma tutt’ora molto attuale. La stessa Caselli ha fatto giungere i suoi complimenti tramite Red, e chissà che Antonella non incida questo brano in un prossimo disco!
Il pubblico da casa però attende anche l’ultimo singolo di Antonella, “Solo per te”, e lei lo esegue sul finale, sempre in versione acustica. E’ un brano che ha scritto in collaborazione con l’autrice Francesca Xefteris e parla di un amore che sorprende perché arriva inaspettato.

Inconsueti e inaspettati sono anche gli ultimi ospiti della serata: I LEGNO. Duo probabilmente toscano, come suggerisce il loro accento, ma dall’identità sconosciuta. Infatti si presentano in pubblico sempre coi volti coperti da una scatola di legno, trovata originale da cui hanno tratto anche il loro nome d’arte. A Red per l’immagine ricordano il gruppo musicale statunitense The Residents, qui in Italia però il loro sound è definito “indie”. Tuttavia, al di là delle etichette, loro cercano di andare oltre l’involucro e di attirare l’attenzione sui loro brani. Nei testi usano un linguaggio giovanile e rappresentano situazioni in cui il loro pubblico si può riconoscere.
Al Barone Rosso Live, accompagnati da Fabio Zini alla chitarra e Marco Floridi alla batteria, hanno proposto: “Febbraio”, “Le canzoni di Venditti” e “Affogare”, che è il loro ultimo singolo. Hanno proseguito, poi, con il pezzo lento “Eroina” e hanno salutato il pubblico con un altro singolo, non contenuto nel loro album “Titolo”, ovvero, “All You Can Eat”, brano che hanno inciso con la partecipazione di Divanoletto, cioè l’inviato delle Iene, Nicolò De Devitiis.

La puntata termina con Red Ronnie che indossa una scatola dei Legno e rinnova l’appuntamento per lunedì prossimo, sempre in diretta streaming su tutti i social e anche sul nuovo canale in abbonamento www.redronnie.tv

 

Articolo di Luisa Marchiaro

È possibile vedere il video completo di questa puntata del Barone Rosso su Red Ronnie Tv.

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