Lunedì 2 marzo 2020 è andata in onda la 21ª puntata del Barone Rosso, il consueto appuntamento settimanale con lo stare bene insieme e la buona musica suonata e raccontata.
Anche questo volo, condotto da Red Ronnie, ci ha fatto scoprire nuovi artisti e ha fornito un’alternativa carica di positività in questi giorni di allerta e paura, in cui l’arte e la cultura vengono spesso dimenticate.

Nei minuti che precedono la sigla, come sempre, Red introduce la puntata. Il Covid-19 sta tentando di insinuarsi anche nell’oasi felice e libera del Barone Rosso impedendo ad alcuni ospiti di partecipare. Il volo della trasmissione però continua alto. Anzi, resistere alla paura suscita reazioni creative negli artisti: è questo il caso di Ilaria Argiolas che pensando alle ansie collettive e personali, ha incanalato i suoi timori in una nuova canzone. Red mostra un video in cui la cantautrice romana propone per la prima volta “C’è un virus nella testa”.

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Red ha bisogno dell’aiuto di Wikipedia per presentare il primo ospite. Infatti la lista di artisti con cui ha collaborato Dario Faini, in arte DARDUST, è troppo lunga per essere ricordata a memoria. Oltre ad essere un autore e produttore di talento, da alcuni anni porta avanti anche un progetto individuale con cui sta riscuotendo consensi. Il suo più recente lavoro si intitola “S.A.D Storm and Drugs” e Red mostra alcune clip della data zero dello spettacolo che si è tenuta a Bologna. Come testimoniano le immagini, questo live è concepito come un’esperienza a più dimensioni: il pubblico oltre a suoni e luci combinati ad arte, sperimenta sulla pelle il vento e la pioggia della tempesta o la magia di migliaia di farfalle di carta che si librano come scaturite dalle immagini sullo schermo. Nel denso dialogo con Red Ronnie, Dardust racconta la genesi e i concetti che stanno dietro questo lavoro, ispirato dal movimento “Sturm und Drang” di fine Settecento, così come dai rave party anni ’90. In questo spettacolo il “sublime” unisce il Werther di Goethe al Mark Renton di Trainspotting e il pubblico è accompagnato in un crescendo emozionale che va dalle sonate di Haydn alla più sfrenata tribalità tekno. Il produttore Charlie Rapino, raggiunto telefonicamente da Red, sintetizza perfettamente le due anime di Dardust con una battuta, definendolo “pianista classico sotto LSD”. Un vinile di “Storm und Drugs” uscirà in questi giorni e questo fatto è occasione per ricordare che esattamente cinque anni fa Dario Faini si era presentato per la prima volta come Dardust davanti alle telecamere del Barone Rosso. Red mostra un estratto video di quel momento. Dario ricorda quindi come è nato il suo nome d’arte che unisce lo Ziggy Stardust di Bowie e i Dust Brothers (divenuti famosi poi come Chemical Brothers). Gli spettatori da casa paragonano giustamente le sue sonorità a quelle di Nils Frahm e Sakamoto e nel suo ultimo lavoro ritrovano echi islandesi, ispirati da giganti di quella terra come i Sigur Ros, Bjork e GusGus. Live al Barone Rosso Dardust esegue tre brani al pianoforte, tratti dai suoi tre album: Birth, Sunset on M. e Sublime. Inoltre nel pomeriggio lui e Red hanno filmato un loro incontro di ben due ore in cui si scambiano e ascoltano insieme i rispettivi vinili di riferimento. Altre sorprese ci attendono.

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Il secondo ospite della serata è giunto imprevisto in sostituzione di altri artisti, ma è una piacevole scoperta. Si tratta di MANUEL ASPIDI. Red lo ha conosciuto tramite Phil e Numa Palmer, che sono diventati suoi produttori. È emozionante il racconto dell’audizione a casa dei due artisti, di cui vediamo anche una parte, inviata a Red da Numa. Questo ragazzo livornese ha una voce incredibile, fa musica fin da bambino e a diciannove anni si è fatto notare ad Amici 2006. Qui ha avuto come coach Grazia Di Michele, che lo stima molto tuttora, come afferma al telefono con Red. Manuel non scrive ancora pezzi suoi, ma ha già avuto collaborazioni importanti, come quella attuale con Alan Clark e Phil Palmer dei Dire Straits e Julian Hinton. Un suo brano, “Let Out This Light”, scritto da Hinton, è stato in classifica Top 50 per quattro mesi negli Stati Uniti. Lo esegue live al Barone Rosso, accompagnato alla chitarra da Andrea Baroni, subito dopo “Soli a metà”. A questo proposito, Numa Palmer, che interviene telefonicamente in trasmissione, sottolinea che Manuel è un esempio da seguire tra gli artisti, perché lancia messaggi positivi di amore e fratellanza, in un periodo in cui i giovani gridano rabbia. Manuel allora propone un pezzo scritto per lui proprio da Numa, ovvero “Libero (I’m Free)”. Segue poi un altro brano impegnato, “L’uso delle mani”, scritto contro il femminicidio e per dar voce alle donne che non riescono a dire “basta”. A grande richiesta del pubblico da casa, canta poi due cover: “Hallelujah” di Leonard Cohen e “Cambiare” di Alex Baroni.

Al Barone Rosso trova spazio l’arte in ogni sua forma. Stasera, ad esempio, ANDREA SANTONASTASO o è venuto a parlare del suo spettacolo teatrale dedicato ad Andrea Pazienza. È figlio d’arte (suo padre è l’attore Pippo Santonastaso), anche lui fa l’attore, ma dall’età di dieci anni ha sviluppato un’immensa passione per i fumetti e in particolare per Andrea Pazienza. Infatti da ragazzino sognava di diventare un fumettista come Paz e ha studiato tanto per questo. Paz lo ha anche incontrato, ad una mostra nel 1987. Ma non ha avuto il coraggio di mostrargli i suoi disegni, frutto di dieci anni di lavoro. Red mostra alcune sue tavole e lo rimprovera per la troppa modestia, perché sono davvero belle. Questa sua passione torna ora in uno spettacolo scritto da Christian Poli e da lui interpretato: “Mi chiamo Andrea. Faccio fumetti. Vita dell’artista Andrea Pazienza”. Lo sta portando in giro nei piccoli teatri e sogna di recitarlo nelle scuole, per far conoscere meglio Paz e il periodo in cui è vissuto. Nello spettacolo, infatti, lui recita e disegna. Il sottofondo musicale è dato da musica dell’epoca e contemporaneamente alla storia di Pazienza emergono chiare le vicende della Bologna di fine anni ‘70 – inizio anni ’80. Anche Red ha conosciuto Paz. È storica e commovente un’intervista che gli fece a Lucca nel 1984. Ne vengono mostrati alcuni spezzoni e, come sottolinea Santonastaso, Red ha colto perfettamente tutta la sensibilità dell’artista. Una serata però non basta e Andrea dovrà tornare per recitare brani dal suo spettacolo, mentre Red racconterà ciò che di quegli anni ha vissuto.

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I nuovi cantautori altrove sono anacronistici e non trovano spazio, ma al Barone Rosso sono di casa. In chiusura di puntata conosciamo infatti LORENZO SANTANGELO e le sue canzoni. La sua storia è particolare: è romano, ma ha vissuto per più di sei anni in Australia, svolgendo mille lavori (dal cuoco al tecnico del suono, allo speaker radiofonico), finché proprio mentre era lontano da casa la sua musica ha avuto riscontri positivi in Italia. È stato tra i vincitori del premio Lunezia e ha partecipato a Musicultura e ad altri concorsi. Quindi è rientrato e per ora ha base a Torino, città d’origine di sua moglie. Al Barone Rosso suona il piano e alla chitarra lo accompagna Riccardo Cherubini. Da un suo EP già pubblicato e da un suo futuro album fanno ascoltare alcuni brani fabbricati da esperienze di vita vissuta e carichi di lucida ironia. “Dal divano è tutto più facile”, “Respiro”, “È tutto vero”, “Calo d’impressione” sono i titoli che chiudono la serata e danno voce a tanti giovani della nostra epoca.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

 

Articolo di Luisa Marchiaro

È possibile vedere il video completo di questa puntata del Barone Rosso su Red Ronnie Tv.

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