Barone Rosso | puntata del 15 ottombre 2018

ospiti in studio: Gigi D’Alessio e Fabiola Roudha

Lunedì 15 ottobre 2018 è andata in onda la 4° puntata di questa rinnovata edizione del Barone Rosso, il consueto appuntamento settimanale con storie di artisti e la buona musica live.
A condurre i giochi c’è sempre Red Ronnie, in compagnia della sua fedele cagnolina Holly.
I protagonisti di questa puntata sono il cantautore partenopeo Gigi D’Alessio e la guatemalteca Fabiola Roudha.

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Il primo a fare il suo ingresso è proprio GIGI D’ALESSIO, che dopo vent’anni è riuscito a prendersi la sua rivincita, infatti questa è la sua prima apparizione in uno dei programmi di Red Ronnie, raccontando che nel 1998 l’aveva rifiutato, ma come narra un proverbio napoletano: “Disse il tarlo vicino alla noce, dammi il tempo che ti faccio il buco”.
Viene accolto da alcuni contributi video con saluti ed apprezzamenti di colleghi artisti, tra cui quelli di Grazia Di Michele, Umberto Tozzi e Lello Analfino dei Tinturia.
La chiacchierata inizia col racconto del loro primo incontro a Saint-Vincent, Gigi continua, poi, dicendo di quanto sia necessario avere sempre nuovi stimoli, le porte in faccia spesso sono necessarie per cercare di migliorarsi, di come sia cambiata la discografia e la cultura di ascoltare un disco, dice: “Un artista è emergente ogni volta che fa qualcosa”.
Durante la sua carriera ha collezionato numerose collaborazioni con alcuni dei più importanti musicisti al mondo, per citarne qualcuno: Vinnie Colaiuta, Steve Ferrone, Steve Jordan, Pino Palladino, Tony Levin, Michael Thompson e Jeremy Lubbock che gli ha permesso di dirigere la London Symphony Orchestra.
Parla dei messaggi con complimenti ricevuti da Jovanotti, dicendo “è bello quando ricevi complimenti sinceri da un collega, sono iniezioni di energia, ti riempiono di gioia […] a noi le medaglie ci piacciono”.
Continua poi con un aneddoto sull’incontro con Sfera Ebbasta e Gue Pequeno al ristorante che nel vederlo l’hanno denominato “La Leggenda”, e ci hanno tenuto a farsi consigliare da lui, di questo evento dice: “è stato l’incontro tra due generazioni, la musica non è poi così lontana […] La musica è come una donna nuda, a seconda di come la vesti cambia, ma sotto c’è sempre lei […] è come i pilastri di una casa e non ha barriere”.
Gigi racconta, poi, della volta in cui ha incontrato Vasco Rossi, che gli ha detto: “Io e te siamo il bianco ed il nero, in mezzo è tutto grigio”.

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In seguito ad un contributo video in cui era presente anche Lucio Dalla, racconta del bel rapporto che aveva con lui, dell’immensa stima reciproca: “è stato il più grande, soprattutto come uomo”.
Si affronta, poi, il tema delle difficoltà che incontra un cantante napoletano, dei vari passaggi verso il successo, della sua esperienza e del primo contratto con la RCA, i traguardi di cui va fiero, come per esempio l’aver fatto 10 tour mondiali, suonato all’Olympia di Parigi ed al Radio City Music Hall di New York, nei palazzetti e negli stadi, e del rapporto conflittuale con i giornalisti e la stampa dice: “Sono stato un prodotto imposto dal popolo, non dalla stampa”, per questo spesso viene criticato, ed infine, parla dei momenti brutti, di ciò che comporta la fama e di chi è sempre in agguato per cercare di “succhiarti il sangue”.
Ascoltando un suo vecchio vinile racconta di come abbia iniziato a suonare, la sua infanzia, la fisarmonica, il padre ed il fratello, del suo rapporto con la musica, afferma: “La musica è come Dio e l’Amore, si sente, ma non si vede”.
L’intervista prosegue parlando di come nascono le sue canzoni, della lingua napoletana e della collaborazione con Mogol, che di lui in un’intervista aveva detto: “Nelle sue musiche ci sono già le parole, è come Battisti”.
Alla domanda sul perché sia andato via da Napoli risponde che per fare il suo lavoro è necessario intrattenere rapporti, le due città per poterlo fare sono Roma o Milano, la seconda era troppo lontana da Napoli, mentre Roma era più comoda per poter restare comunque vicino alla sua famiglia.
Successivamente, annuncia di stare lavorando al nuovo disco, che al momento non ha ancora una data prevista d’uscita, “uscirà quando sarà pronto”, nel frattempo, comunque, proseguirà con i concerti nella sua città natale, Napoli, in cui è cresciuto insieme ad altri due importanti nomi della musica: Pino Daniele ed Enzo Gragnaniello.
Se potesse tornare indietro non cambierebbe niente, perché siamo le nostre scelte ed il nostro vissuto, bisogna apprezzare tutto, e rivolgendo un pensiero alle persone che soffrono dice: “La normalità è la più grande ricchezza”.
Afferma anche: “è più bello donare che ricevere”, per esempio, quando venne a conoscenza del fatto che a Umberto Bindi, caduto in disgrazia, portarono via il suo pianoforte, il suo primo pensiero fu quello di regalargliene uno, perché mettendosi nei suoi panni aveva immaginato il dolore che avrebbe potuto provocargli una cosa simile, suo grande rammarico è che arrivò a destinazione solo pochi giorni prima della sua morte.

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Prosegue con un aneddoto sul padre e di come spese i primi soldi guadagnati con la musica, parla dei valori che gli ha insegnato e che a sua volta vuole insegnare ai suoi figli, ovvero: “i veri valori sono i sentimenti […] è più ricco chi non ha niente”.
Riguardo la lingua napoletana e le canzoni di Pino Daniele dice che sono nate per essere cantate solo da lui, non dagli altri, ed afferma: “il napoletano deve cantarlo un napoletano”.
Tra una chiacchiera e l’altra, ci sono stati momenti di musica live, in cui Gigi D’Alessio si è esibito piano e voce con alcuni dei suoi brani, tra cui “Non Dirgli Mai”, “Serpente a Sonagli” e “Apri le Braccia” scritte insieme a Mogol, “Si turnasse a nascere” ed un ricordo dedicato a Pino Daniele con “Napule è”.

L’altra ospite della serata è FABIOLA ROUDHA, giovanissima cantautrice guatemalteca con una voce incredibile, molto conosciuta in America Latina per aver partecipato a Talent Show e programmi televisivi in Messico, Argentina e Guatemala, con la quale Gigi D’Alessio esegue “Contigo en la distancia” di César Portillo de la Luz.
Fabiola racconta di come abbia iniziato a fare musica sin da bambina, quando aveva appena 8 anni, della sua evoluzione, la storia del padre musicista e dell’amore già dal primo ascolto per il blues e Aretha Franklin, nonostante sia un genere inusuale per la lingua spagnola, del perché abbia poi deciso di partecipare al primo talent show a soli 10 anni, di cosa comporta ciò per un bambino e del perché, in seguito, abbia dovuto cambiare nome.

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Accompagnata da Daniel alle percussioni e Pepo, produttore e fidanzato, alla chitarra, ha eseguito alcuni brani del suo repertorio, come “Nada mas que este blues”, “Fuera del Cristal” e “26 Lunares”, tutte composte da lei, l’ultima scritta per Pepo, poi alcuni brani di Aretha Franklin tra cui “Natural Woman”, “Chain of Fools”, e concludendo la puntata con “Think”.

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