Lunedì 17 febbraio 2020 è andata in onda la 19ª puntata del Barone Rosso, il consueto appuntamento settimanale con la buona musica suonata e raccontata.
Anche questo volo, condotto da Red Ronnie, ci ha fatto scoprire nuovi artisti e ci ha mostrato volti noti in una veste inedita.

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Questa puntata inizia subito con la musica di una band. Si tratta dei DICICENTO35. Il loro nome deriva dal c.a.p. della zona di Torino da cui provengono. Red li ha conosciuti grazie a Fiat Music, una manifestazione sponsorizzata dalla nota casa automobilistica e che ha avuto tre edizioni. I Diecicento35, pur non vincendo, si erano fatti notare nella prima annata. D’altronde, come sottolinea Red, in tutti i contest che ha organizzato nella sua carriera la gara è sempre stata solo un pretesto per dare più visibilità ad artisti meritevoli, come i Seawards o Nyvinne, ora conosciuti a livello nazionale.
Tenaci, freschi, mai banali, i Diecicento35 fanno parte di quella schiera di giovani che non riescono a vivere di musica, ma che coltivano il loro sogno mantenendosi con altri mestieri: tra loro, infatti, c’è un gestore di un live club, un istruttore sportivo e una futura ristoratrice… Si sono auto prodotti due album. Il titolo che hanno scelto per l’ultimo uscito è “Secondo me”. Con questo nome esprimono la volontà di decidere da soli, senza interferenze esterne, lezione che hanno appreso presto, fin dall’inizio della loro carriera. Live eseguono: “Bungee jumping”, brano con cui aprono la puntata; poi “Senza di me”, “La prima vera volta” e “La fine del mondo”, primo singolo estratto dall’album. Questo brano contiene uno slogan scherzoso, ripotato anche su magliette acquistabili sul loro sito: “Vorrei stare tutto il giorno a letto”. Chiudono proponendo “Come me”, una canzone che rappresenta bene la loro generazione, cresciuta negli anni ’90 e che ora sta passando dall’adolescenza spensierata alla dura realtà.

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Secondo ospite della serata è SIMONE TOMASSINI. Ha debuttato nel mondo della musica prodotto dalla “Bollicine” di Vasco Rossi. Per Vasco ha anche scritto una canzone, intitolata “Giorni”, e ha aperto una quarantina di suoi concerti durante il tour del 2004-2005. Dopo aver frequentato tante scuole di musica e averne pure aperta una insieme a Paolo Meneguzzi, afferma che poter collaborare con Vasco Rossi è stata la sua “università”. Da lui ha imparato tante cose, ad esempio, a fare musica senza seguire le mode del momento, in modo da non vergognarsi mai di cantarla, neanche col passare degli anni. Ora è venuto a presentare un nuovo progetto: una canzone nata dalla sua passione per Charlie Chaplin. Da bambino è stato suo nonno a fargli conoscere i suoi film e, una volta cresciuto, Simone ha continuato ad amare l’artista e l’uomo dietro il personaggio di Charlot. Ha ottenuto dall’ufficio di Parigi che ha l’incarico di gestire per la famiglia Chaplin la sua eredità artistica, il permesso di scrivere una canzone dedicata in particolare agli aforismi del grande attore. Questo suo brano è poi piaciuto così tanto agli eredi, che la nipote Kiera Chaplin ha voluto partecipare alla sua incisione con una parte parlata introduttiva e una parte cantata. L’idea era poi di presentare questo loro lavoro in duetto a Sanremo, ma la canzone è stata scartata. Ritenteranno nella prossima edizione e lo conferma anche Kiera stessa, in collegamento via Skype dall’Olanda. Red la intervista brevemente e riesce anche a farle cantare un pezzettino di “Smile”, una canzone composta da suo nonno. Simone, invece, nel suo live al Barone Rosso propone vari pezzi a tema “sanremese”: inizia con “E’ stato tanto tempo fa”, con cui aveva partecipato al festival nel 2004. Poi, per continuare il filone delle “canzoni scartate”, presenta “Ho scritto una canzone” e “Ovunque”, entrambe sue composizioni non volute a Sanremo. Aspettiamo nuovamente Simone Tomassini in trasmissione da Red, magari per presentare il brano dedicato a Charlie Chaplin finalmente accettato al Festival.

In attesa che arrivi Bobby Solo, altro graditissimo ospite della puntata, Red fa entrare in studio Giorgio Serra, da tutti conosciuto come “Matitaccia”. Oltre ad essere il papà di Marco, uno dei cameraman del programma di Red, disegna da più di quarantacinque anni le vignette per il settimanale Autosprint. Sa tutto del mondo della Formula Uno e ha incontrato tanti piloti. Red in particolare gli fa condividere i suoi ricordi su Ayrton Senna e gli episodi toccanti che li hanno visti uniti, come la visita ad un ragazzo tetraplegico, per cui Serra aveva fatto da tramite. Parla anche di Alboreto, di Enzo Ferrari e di come l’automobilismo sia cambiato nel corso degli anni, oscurando l’umanità dei piloti.

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Matitaccia ha realizzato anche un omaggio per l’ospite più atteso… una caricatura che regala a BOBBY SOLO, ultimo artista a comparire in puntata. È sempre un piacere ritrovare Bobby in compagnia di Red Ronnie: li lega una fraterna amicizia in cui, una volta tanto, Red impersona il fratello saggio – benché di qualche anno minore – mentre Bobby è un eterno ragazzo punk, anticonformista e imprevedibile. Sembra strano vederlo così per chi lo ricorda solo per “Zingara” e “Una lacrima sul viso”, ma la confidenza e la libertà che ha con Red, gli permettono di esprimersi a pieno e di fare la musica che più gli piace. Si scopre quindi il Bobby Solo simpaticissimo narratore di aneddoti, che racconta dei suoi inizi o delle mille avventure vissute. Ha cominciato a conoscere ed imitare Elvis Presley a quattordici anni per amore di una ragazza. Ha imparato i primi quattro accordi sulla chitarra da un falegname vicino di casa in cambio dell’uccisione di alcuni topi che gli infestavano la bottega. Ha ricevuto fregature con assegni da cinquecento lire, anziché cinquecento mila. Ha firmato contratti spinto dalla minaccia di ricevere sul palco secchiate di sterco di vacca. Ha visto Mogol scrivere il testo di “Una lacrima sul viso” in dieci minuti, su un foglietto rubato a un fruttivendolo e mentre guidava in macchina nel centro di Milano… Insomma, Bobby è fonte inesauribile di racconti incredibili con cui delizia il pubblico. Per la serata al Barone Rosso ha preparato anche una lunga scaletta, comprendente ben quindici canzoni, che l’amico Red è sicuro rispetterà solo in parte. In effetti, inizia, con un grande classico della canzone napoletana, “Tu si ‘na cosa grande”, in omaggio a Fausto Mesolella, come aveva promesso, ma poi subito varia l’elenco con “Constantly”, ovvero la versione inglese de “L’edera” di Nilla Pizzi, incisa da Cliff Richard. Fa poi un tributo a Gino Paoli, eseguendo “Sapore di sale” e uno a Gianni Morandi e Lucio Dalla, con cui ha scritto “Domenica d’agosto”, che ripropone subito dopo, seguita da “Occhi di ragazza”. Da casa sono tante le richieste di spostarsi verso sonorità country e allora Bobby propone “I Walk The Line” e “Folsom Prison Blues” di Johnny Cash. Non può mancare il suo cavallo di battaglia, “Una lacrima sul viso”, interpretato però nella sua versione inglese, “For Your Love”. Altro tributo immancabile è quello ad Elvis Presley, di cui esegue “Suspicious Mind”, seguita poi da “Georgia On My Mind” di Ray Charles. Il bellissimo e coinvolgente live di Bobby Solo termina, infine, insieme alla serata con una versione intima e confidenziale di “Nun è peccato”.

 

Articolo di Luisa Marchiaro

È possibile vedere il video completo di questa puntata del Barone Rosso su Red Ronnie Tv.

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