Barone Rosso puntata del 9 dicembre 2019

Ospiti in studio: EMAN, MANUELA VILLA, DIEGO PAGANI, GENNARO PORCELLI, GENE GUGLIELMI

Lunedì 9 dicembre 2019 è andata in onda la 12ª puntata del Barone Rosso, il consueto appuntamento del lunedì sera con la buona musica, lo stare bene insieme e la verità.
Anche questo volo è stato condotto da Red Ronnie e ha ospitato artisti molto diversi tra loro in un’atmosfera intima e libera.

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MANUELA VILLA è tesissima. Lo studio del Barone Rosso è troppo diverso dai salotti televisivi a cui è abituata. Qui nessuno è interessato al gossip e lei può esprimersi con la musica come vuole. É una sensazione nuova. É appena uscito un suo disco che si intitola “É Natale”, in cui canta dei classici e due brani inediti, che ha composto. Esegue subito “What a Wonderful World”, accompagnata al pianoforte da Enzino Borghesi, che è anche l’arrangiatore dell’album. Appare subito chiaro che lei non è solo la figlia di Claudio Villa, ma ha molto da comunicare con la sua arte. Red la sprona a presentare un brano di sua composizione e lei sfodera timidamente “E’ Natale”, la title track del disco. Il fratello Claudio, co-autore insieme a lei, la accompagna al pianoforte, mentre Valerio Pallotta aggiunge il suono della sua chitarra. Nel disco questa canzone è proposta con un coro di venti bambini, ma questa versione intima ne fa apprezzare a pieno la poesia. Sul divano del Barone Rosso Manuela racconta tutto il suo percorso: da cantante che si presentava ai concorsi col solo nome di battesimo per sfuggire ai preconcetti, alle lotte per rivendicare le sue origini, iniziate per reazione. Il cognome Villa è sempre stato un pesante cappotto da portare anche d’estate. Col tempo ha imparato a indossarlo, ma ora vorrebbe aggiungere a questo abiti solo suoi. Dalle esperienze che ha vissuto, ha tratto un libro autobiografico e un romanzo, ma adesso è giunto il momento di vivere a modo suo anche la musica. Canta in modo intimo “Tu si ‘na cosa grande” e “Un amore così grande”, ricordando i duetti virtuali col padre scomparso, che facevano unire i loro respiri. Red però le rammenta che ora può godersi quel che ha senza dover dimostrare niente a nessuno e lei si commuove. Tira fuori tutta la voce per cantare “Granada” e poi torna al presente con la sua personale interpretazione della natalizia “Jingle Bell Rock”.

GENNARO PORCELLI, arriva imbracciando una chitarra Marvit, realizzata a Napoli appositamente per lui, su suo progetto. Ha “gli occhi di uno che è in tournée”, come nota subito Red. In effetti, Gennaro sta facendo parecchie date con la RR Band, ovvero la “Rudy Rotta Band”. Questo nome è sconosciuto ai più, ma Rudy Rotta è stato un grande bluesman, che ha collaborato con i maggiori maestri del suo genere.
Gennaro Porcelli è di Napoli e vanta collaborazioni con icone viventi della sua terra, come Edoardo Bennato ed Enzo Gragnaniello. Il primo lo ha scelto come chitarrista in pianta stabile, mentre il secondo ha voluto in un suo album un riarrangiamento da lui realizzato del suo brano “L’erba cattiva”.
In questa serata, Gennaro Porcelli e i suoi musicisti – Pippo Guarnera alle tastiere, Renato Marcianò al basso ed Enrico Cecconi alla batteria – regalano pezzi storici blues e rock, rivisitati alla loro maniera.
Dapprima eseguono una personale versione di “Shufflin’ Back To Memphis”, un brano creato dalla Kentucky Headhunters Band. Il grande sound continua con “It Takes A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry” di Bob Dylan, che Gennaro ha inciso insieme a Rudy Rotta nel suo disco “Alien In Transit”. Canzone dopo canzone, è la volta di “Gonna Send You Back To Georgia”, versione riarrangiata di un vecchio successo di Hound Dog Taylor. Segue “I’ll Drown In My Own Tears”, un pezzo strumentale, ripreso da un brano di Ray Charles, reso famoso dalla versione di Jeff Beck. Poi si approda in un mondo ancora nuovo: quello di Elmore James, l’artista blues preferito da Jimi Hendrix. La band fa conoscere “Stranger Blues”, un pezzo poco suonato, con influenze prese da Johnny Winter. Gennaro Porcelli e la RR Band calano infine l’ultimo asso e si congedano con “Highway 61 Revisited” tratto ancora dal repertorio di Dylan… E lo slide scorre meravigliosamente sull’accordatura aperta della chitarra di Gennaro.

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DIEGO PAGANI, presidente di Conapi, ma anche scrittore, pittore, esperto di musica, ha appena consegnato alle stampe il libro “Ritratti di gente invisibile. Storie di apicoltori”. Questi ultimi sono veri e propri eroi moderni che con ingegno e fatica si prendono cura delle api ogni giorno. Senza di esse le forme di vita presenti sulla terra, uomo compreso, scomparirebbero nel giro di quattro anni, come affermò anche Einstein. Un tempo si trasferivano gli alveari solo per andare incontro a nuove varietà di fiori e produrre mieli diversi. Negli ultimi anni, invece, gli apicoltori hanno dovuto inventarsi il “nomadismo da fuga”, cioè la transumanza degli alveari per allontanare le api da luoghi infestati da pesticidi sparsi dall’uomo. Inoltre, in annate come questa, in cui il polline è scarseggiato, sono gli apicoltori a dare alle api il miele necessario al loro nutrimento. Sono dei “folli” con una missione e Red Ronnie ha scritto la prefazione di questo libro a loro dedicato. Il volume uscirà ufficialmente a gennaio, però è già ordinabile presso la casa editrice Pendragon e sul sito www.mielizia.com . Diego ha scritto ogni storia in maniera particolare: a volte è un’intervista, altre è un racconto; spesso è accompagnata da un disegno da lui realizzato, ma soprattutto, per ogni capitolo viene indicata una canzone. Pagani, infatti, è anche un grande esperto di musica. Ha scelto brani che spaziano dai Blur a Bjork, dal blues a sconosciute band bulgare. Da Ben Harper a Joe Strummer, sempre con un significato legato ai personaggi che racconta.

Red non ha mai incontrato di persona EMAN, ma lo ha conosciuto attraverso la sua musica. Ha testi poetici e bei video. Red mostra immagini da “Il mio vizio” e “Tutte le volte”. Il primo ha conquistato milioni di visualizzazioni per una scena hot tra due volti noti della tv: l’attore Cristiano Caccamo e Soleil di “Uomini e Donne”. Il secondo tratta il tema delicato dell’eutanasia, ispirandosi alla vicenda di dj Fabo e della sua compagna Valeria. Nel 2019 è uscito un album che porta il suo nome. Nell’immagine di copertina ritroviamo la dualità tra bene e male che ci caratterizza tutti e ci fa scegliere ogni giorno da che parte stare. Eman viene da Catanzaro, un posto che definisce “abituato al silenzio, anche quando si parla di ingiustizia” e per questo pensa di avere il compito di comunicare e realizzare ciò in cui crede anche per chi non ha voce. Accompagnato da Daniele Greco alla chitarra, esegue “3 a.m.” e “Giuda”, il suo ultimo singolo. Poi “Tutte le volte”, “Amen” e “Il mio vizio”.

gene-guglielmi-barone-rosso-red-ronnie-roxy-bar-tvGENE GUGLIELMI arriva al Barone Rosso tramite Claudio Scarpa, che aveva collaborato con Red alla collana “Quei favolosi anni ’60”. I due giungono carichi di memorabilia e di storie. Tramite vinili, foto, lettere e i gadget più disparati, ripercorrono l’epopea del beat in Italia. Sorprende e commuove scoprire che negli anni ’60 Guglielmi abbia collaborato con un giovanissimo Claudio Gallo Golinelli, che Red contatta subito al telefono. Gene poi racconta la sua carriera in musica: ha fatto storia con il brano “I capelli lunghi”, emblema della diversità, che venne censurato dalla Rai, e con “La luna, le stelle e il mare”, altro capolavoro, che al Barone Rosso esegue con la sua chitarra 12 corde. In “E voi e voi e voi”, che ripropone subito dopo, le parole dell’immaginario marziano che osserva il nostro mondo, sono ancora un ritratto attuale della società consumistica. Il live prosegue con due esperimenti tratti dal suo album “Rinascimento”, pubblicato nel 2000: cantando i componimenti di Dante “Negli occhi porta la mia donna amore” e “Per una ghirlandetta”, riporta questi versi all’originaria forma di “canzone”. La puntata si chiude rispondendo ad un interrogativo: che cosa è rimasto oggi del movimento beat? Forse un sottofondo underground che però non riesce ad emergere per l’appiattimento della cultura e dell’industria discografica. Solo in luoghi rari e magici come il Barone Rosso può trovare spazio.

 

Articolo di Luisa Marchiaro

È possibile vedere il video completo di questa puntata del Barone Rosso su Red Ronnie Tv.

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